I tassi di recupero dall’ansia sono più alti di quanto si pensasse in precedenza. 7 persone su 10 con una storia di disturbo d’ansia generalizzato dichiarano di essere prive di sintomi per almeno un anno e il 40% afferma di mantenere un’eccellente salute mentale.

I disturbi d’ansia sono il tipo più comune di malattia psichiatrica, ma i ricercatori sanno ben poco sui fattori associati al recupero. Un nuovo studio dell’Università di Toronto ha studiato tre livelli di recupero in un ampio campione rappresentativo di oltre 2.000 canadesi con una storia di disturbo d’ansia generalizzato (GAD).

Lo studio riporta che il 72% dei canadesi con una storia di GAD è stato libero da ricadute nella propria salute mentale per almeno un anno. Complessivamente, il 40% si trovava in uno stato di eccellente salute mentale e quasi il 60% non aveva altre malattie mentali o problemi di dipendenza, pensieri suicidari, dipendenza da sostanze, un grave disturbo depressivo o un disturbo bipolare.

Per essere definiti in ottima salute mentale gli intervistati dovevano raggiungere tre obiettivi:

  1. felicità quasi quotidiana o soddisfazione di vita nell’ultimo mese,
  2. alti livelli di benessere sociale e psicologico nell’ultimo mese,
  3. libertà da disturbi d’ansia e disturbi depressivi, pensieri suicidari e dipendenza da sostanze da almeno un anno.

Siamo stati così incoraggiati ad apprendere che anche tra coloro i cui disturbi d’ansia erano durati un decennio o più, metà era stata in remissione da GAD nell’ultimo anno e un quarto aveva raggiunto un’eccellente grado di salute mentale e benessere“, afferma Esme Fuller-Thomson, autore principale dello studio. Fuller-Thomson è direttore dell'”Institute for Life Course and Aging” dell’Università di Toronto, nonché professore presso la “Factor-Inwentash Faculty of Social Work” e presso il “Department of Family & Community Medicine”.

Questa ricerca fornisce un messaggio di grande speranza per le persone che lottano con l’ansia, le loro famiglie e i professionisti della salute. I nostri risultati suggeriscono che è possibile il pieno recupero, anche tra coloro che hanno sofferto per molti anni per tale disturbo“, afferma il ricercatore.

Gli individui che avevano almeno una persona nella loro vita e che dava loro un senso di sicurezza emotiva e benessere, hanno mostrato di avere tre volte di più la probabilità di essere in ottima salute mentale rispetto a quelli senza un confidente.

Per i soggetti con disturbi d’ansia, il sostegno sociale che si estende da un confidente può favorire un senso di appartenenza e autostima che può favorire la ripresa“, afferma il co-autore Kandace Ryckman.

Inoltre, coloro che si sono rivolti alle loro credenze religiose o spirituali per far fronte alle difficoltà quotidiane avevano una probabilità del 36% superiore di mantenere un’eccellente stato di salute mentale rispetto a coloro che non usavano un coping di tipo spirituale. “Altri ricercatori hanno anche trovato un forte legame tra il recupero dalla malattia mentale e la convinzione in un potere più elevato“, riferisce Fuller-Thomson.

Gli operatori sanitari che trattano soggetti con disturbi d’ansia devono considerare i loro problemi di salute fisica e l’isolamento sociale nei loro piani di trattamento“, afferma Ryckman.

I ricercatori hanno esaminato un campione rappresentativo a livello nazionale di 2.128 adulti canadesi residenti in comunità che hanno avuto un disturbo d’ansia generalizzato ad un certo punto della loro vita. I dati sono stati ricavati dalla “Statistics Canada’s Canadian Community Health Survey-Mental Health”.

Questa ricerca è stata pubblicata online prima della sua versione stampata che avverrà a breve sulla rivista scientifica Journal of Affective Disorders.

 


Fonte: Università di Toronto
Autore: Esme Fuller-Thomson – Università di Toronto
Ricerca originale: lo studio apparirà sul Journal of Affective Disorders

 


Crediti immagine: yanalya