Il cervello umano evita di fare sforzi inutili. Quando ad esempio una persona sta leggendo, il suo cervello cerca di ottenere quante più informazioni possibili dedicando il meno possibile delle sue capacità cognitive all’elaborazione. Analizzando l’attività cerebrale, i ricercatori hanno scoperto che il cervello regola il suo utilizzo di risorse e cerca di identificare il prima possibile le informazioni più essenziali.

 


 

Uno studio recentemente completato indica che il cervello umano evita di compiere sforzi inutili. Quando una persona sta leggendo, il nostro cervello cerca di ottenere quante più informazioni possibili dedicando meno risorse possibile delle sue capacità cognitive all’attività di elaborazione.

Questo è un risultato presentato in un articolo di specialisti in informatica e psicologia all’Università di Helsinki, pubblicato sulla rivista Scientific Reports, piattaforma di pubblicazione multidisciplinare ad accesso aperto gestita dagli editori della rivista Nature.

Secondo lo studio, il cervello elabora le informazioni tenendo conto dell’importanza relativa del contenuto letto. Quando il cervello sta interpretando il significato delle parole lette, tenta di allocare risorse per interpretare le singole parole che forniscono quante più informazioni possibili sul contenuto del testo.

Precedenti studi hanno dimostrato che la lunghezza e la frequenza delle parole, nonché gli errori sintattici e semantici, inclusi nelle frasi, influiscono sull’attività del cervello.

Nello studio pubblicato, la prospettiva è stata estesa al livello che precede le singole frasi, ovvero il livello discorsivo, che è stato studiato usando paragrafi di sei frasi. A questo livello, la relazione tra le parole diventa sempre più complessa e aumenta il significato del contesto nell’interpretazione degli oggetti informativi. A livello di discorso, finora si è saputo molto poco sull’elaborazione delle informazioni da parte del nostro cervello.

 

Differenza tra il valore alto e il valore basso delle informazioni

I ricercatori hanno sviluppato un modello basato sulla teoria dell’informazione per determinare l’informatività delle parole per associarle all’attività cerebrale rilevata. Uno studio è stato condotto facendo leggere ai volontari frasi dalle voci di Wikipedia, registrando la loro attività cerebrale attraverso l’elettroencefalografia (EEG). Nell’elettroencefalogramma è stato osservato un potenziale elettrico selettivo nel cervello in risposta alla lettura di parole ad “alto valore” informativo rispetto a quelle di “basso valore”.

Quando qualcuno legge la frase “I gatti sono piccoli mammiferi pelosi”, parole come “mammifero” e “peloso” evocano un particolare schema di attività cerebrale. Ciò suggerisce che il cervello sta elaborando in modo efficiente informazioni: concentrando i suoi sforzi là dove deve essere acquisito il massimo valore nella comprensione del messaggio“, afferma Michiel Spapé, ricercatore senior che ha contribuito allo studio.

Una scoperta correlata ha rivelato che, utilizzando tecniche basate sull’intelligenza artificiale, le misurazioni del cervello relative alle singole parole possono essere utilizzate per prevedere se il guadagno di informazioni per le parole lette è basso o alto.

Siamo in grado di prevedere il guadagno informativo dei contenuti elaborati dalle persone senza accedere al contenuto stesso. Utilizziamo solo le misurazioni del cervello“, afferma Tuukka Ruotsalo, ricercatrice responsabile dello studio presso l’Università di Helsinki.

I risultati possono essere utilizzati in future interfacce cerebrali, che ne osservino la funzione quando le persone percepiscono ed elaborano vari tipi di informazioni.

Tali applicazioni potrebbero essere utilizzate, ad esempio, nell’assistenza sanitaria ma, in futuro, anche nel modellare i gusti, i valori e le opinioni dei consumatori ordinari“, afferma Ruotsalo, il quale sottolinea che tali “applicazioni pratiche sono associate a sfide etiche, non solo tecniche, che devono essere risolte prima di poter sviluppare qualsiasi cosa concreta“.

 


Lo studio


Crediti immagine: freepik