Le donne che hanno subito abusi domestici sembrano avere il 40% in più di probabilità di morire per qualsiasi causa rispetto alla popolazione generale, come suggerisce uno studio condotto dalle Università di Warwick e Birmingham.

I ricercatori hanno anche identificato un aumentato rischio di sviluppare malattie cardiometaboliche come le malattie cardiovascolari e il diabete di tipo 2 in coloro che hanno subito abusi domestici, anche se sono necessarie ulteriori ricerche per determinare quali altri fattori conducano specificamente ad un aumento della loro mortalità.

Si ritiene che gli abusi domestici, costituiti da abusi fisici, abusi psicologici, abusi sessuali, abusi finanziari ed abusi emotivi, siano un fenomeno estremamente comune, con circa 1 su 3 donne a livello globale e circa 1 su 4 donne nel Regno Unito che ne hanno sperimentato almeno una volta ad un certo punto del loro vita.

La ricerca, che fa parte di un più ampio programma di ricerca sugli impatti sulla salute degli abusi domestici, è stata pubblicata sul Journal of American Heart Association (JAHA) ed esplora l’associazione tra l’esposizione agli abusi domestici in una popolazione femminile ed il successivo sviluppo di malattie cardiometaboliche (malattie cardiovascolari, ipertensione e diabete di tipo 2) e del tasso di mortalità.

Utilizzando le cartelle cliniche degli studi medici del Regno Unito tra il 1995 e il 2017, il team è stato in grado di identificare 18.547 donne con un codice registrato relativo all’esposizione agli abusi domestici. Questi dati sono stati incrociati a quelli di 72.231 donne simili (simili in termini di età, indice di massa corporea, livello di deprivazione e uso/non uso di fumo) che non avevano registrato tali esperienze di abuso.

I ricercatori hanno quindi seguito entrambi i gruppi mentre contribuivano al set di dati e hanno calcolato il rischio di sviluppare malattie cardiometaboliche ed il tasso di mortalità (per qualsiasi causa). Hanno scoperto che nel gruppo esposto ad abusi il rischio di sviluppare malattie cardiovascolari era aumentato del 31% e diabete di tipo 2 del 51%. Non è stata trovata alcuna associazione con l’ipertensione. Hanno anche scoperto che tra le donne esposte ad abusi domestici la mortalità per tutte le cause (cioè per qualsiasi causa avvenuta durante il periodo di studio) era del 44% più alta rispetto alle donne non abusate. Sebbene il team non sia stato in grado di confermare il motivo dell’aumentata mortalità, questa può essere parzialmente spiegata dall’aumento del rischio cardiovascolare.

È importante notare che durante il periodo di studio, il numero di pazienti deceduti è stato relativamente limitato (948 su una coorte totale di 91.778) probabilmente a causa dell’età in cui la coorte era giovane (37 anni). L’aumento del rischio relativo è stato del 44%, con il rischio assoluto di morte pari a 6 per 1.000 donne all’anno nella coorte esposta (esposizione registrata agli abusi domestici) rispetto al 3,1 per 1.000 donne all’anno nelle persone senza tale esposizione ad esperienze di abuso.

Tuttavia, la ricerca pubblicata utilizzando i record di medici generici ha identificato una discrepanza riscontrata tra l’abuso riportato nelle pratiche e i dati del sondaggio nazionale, con una prevalenza stimata di 1 su 4 donne nei dati del sondaggio che hanno subito abusi domestici rispetto a circa lo 0,5% codificato nei dati dei medici generici. Ciò significa che molte di coloro che non sono state codificate come esposte ad abusi domestici potrebbero in realtà averne subiti. In tal caso, questo suggerirebbe che i risultati ottenuti potrebbero addirittura sottovalutare il fenomeno.

Un migliore collegamento e condivisione dei dati tra servizi pubblici, come il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) e la polizia, potrebbe aiutare i medici di base a supportare ulteriormente le esigenze di salute mentale e fisica dei loro pazienti che hanno subito abusi domestici.

L’autore principale, il dott. Joht Singh Chandan, della Warwick Medical School e dell’Institute of Applied Health Research dell’Università di Birmingham, ha dichiarato: “Dato che non sono disponibili ulteriori dettagli approfonditi delle esperienze traumatiche in questi registri, non è stato possibile valutare se la gravità di abusi domestici era associata a un diverso impatto sul rischio. È importante notare che non tutti i casi di abuso domestico sviluppano esiti sfavorevoli per la salute, ma da questo studio possiamo vedere che all’interno di questo set di dati, la coorte di donne registrate per aver subito abusi domestici ha un rischio maggiore rispetto a quelle senza tali record presenti“.

Considerando la prevalenza di abusi domestici, esiste un onere per la salute pubblica della malattia cardiometabolica probabilmente causata da abusi domestici. Sebbene il nostro studio non sia stato in grado di rispondere esattamente al motivo per cui esiste questa relazione, riteniamo che ciò sia probabilmente dovuto agli effetti dello stress acuto e cronico. Inoltre, sappiamo che l’esposizione agli abusi domestici può essere associata ad altri fattori dello stile di vita (come cattiva alimentazione, alcol e tabagismo). Sebbene abbiamo tentato di rendere conto dell’impatto di questi fattori sui nostri risultati, questi stili di vita contribuiscono ancora al rischio per lo sviluppo di malattie cardiometaboliche, pertanto sono necessari approcci ancora più approfonditi per la gestione delle donne che hanno subito abusi domestici“, riferisce Chandan.

Non tutte le donne che subiscono abusi domestici svilupperanno una malattia a lungo termine. La nostra comprensione degli effetti sulla salute fisica e mentale dell’abuso domestico è probabilmente ancora agli inizi. L’introduzione delle unità di riduzione della violenza recentemente costituite potrebbe svolgere un ruolo nel sostenere le sopravvissute agli abusi domestici, così come il disegno di legge sugli abusi domestici che darebbe i diritti e il sostegno di cui hanno chiaramente bisogno queste vittime“.

Il co-autore senior Krish Nirantharakumar dell’Institute of Applied Health Research dell’Università di Birmingham ha dichiarato: “È importante per noi evidenziare al governo e agli enti del settore pubblico non solo di continuare a finanziare e sostenere iniziative che impediscono gli abusi domestici, ma anche investire in quei servizi che possono fornire supporto e assistenza alle sopravvissute che hanno subito un tale trauma, per prevenire lo sviluppo di conseguenze negative che possono essere debilitanti e invalidanti per il resto della loro vita. Pertanto, questa ricerca sostiene chiaramente la promozione di un migliore approccio della salute pubblica agli abusi e alla violenza“.

Questo lavoro si aggiunge alla crescente ricerca pubblicata dal team delle due Università che esplora gli effetti fisici e psicologici dell’abuso domestico. Nel 2019, il team ha pubblicato una ricerca che ha dimostrato che le donne che hanno subito abusi domestici hanno quasi il doppio delle probabilità di sviluppare fibromialgia e la sindrome da affaticamento cronico, mentre uno studio precedente pubblicato nel giugno 2019 ha dimostrato che le sopravvissute nel Regno Unito agli abusi domestici hanno una probabilità tre volte maggiore di sviluppare gravi malattie mentali.

 

Lo studio

 


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