Il disturbo cronico del sonno nell’adolescenza può condurre alla depressione sia nei maschi che nelle femmine oltre ad alterare la reattività allo stress nelle femmine, secondo un nuovo studio condotto dai ricercatori dell’Università di Ottawa. I loro risultati, pubblicati sulla rivista Behavioral Brain Research, sono particolarmente rilevanti nel quadro della pandemia, quando la salute mentale degli adolescenti è già sotto stress.

Nafissa Ismail, professoressa associata presso la Ottawa School of Psychology e l’University Research Chair in Stress and Mental Health, ha risposto ad alcune domande poste sulle loro scoperte.

 

Perché lei e il suo team avete deciso di indagare sul sonno e la depressione negli adolescenti?

Più di 264 milioni di persone in tutto il mondo soffrono di depressione. Si tratta di un disturbo dell’umore prevalente che riduce la nostra qualità di vita. Le persone a cui viene diagnosticata la depressione presentano diversi sintomi, tra cui malessere generale, riduzione della libido, disturbi del sonno e tendenze suicide nei casi più gravi. 

Attualmente la diagnosi di depressione viene diagnosticata a un numero di donne corrispondente al doppio rispetto a quello dei maschi. Le prove preliminari suggeriscono che i canadesi stanno sperimentando maggiori sintomi depressivi quest’anno, probabilmente come risultato dei cambiamenti di stile di vita dovuti alla pandemia COVID-19.

Gli adulti con depressione spesso sperimentano i primi sintomi depressivi durante la prima adolescenza. Tuttavia, le cause alla base della depressione adolescenziale e i suoi tassi di prevalenza specifici per sesso rimangono poco chiari. Una delle teorie più diffuse suggerisce che la depressione ha origine negli adolescenti sovraesposti allo stress e che le differenze tra i tassi di depressione maschile e femminile sono attribuibili a una maggiore vulnerabilità femminile allo stress cronico.

Il disturbo del sonno è un fattore di stress comune durante lo sviluppo adolescenziale. La sua esposizione ripetuta potrebbe essere in parte responsabile della suscettibilità delle adolescenti alla depressione.

Utilizzando un modello murino, abbiamo indagato se i ritardi ripetuti del sonno colpiscono in modo differenziato i topi adolescenti di sesso maschile e femminile e abbiamo esaminato come è cambiata la loro risposta allo stress“.

Come è stata condotta la ricerca?

80 topi adolescenti e adulti (40 maschi e 40 femmine) sono stati manualmente disturbati nel sonno per le prime quattro ore di ogni ciclo di riposo o sono stati lasciati riposare normalmente per otto giorni consecutivi. Sono stati poi esposti a un fattore di stress per valutare il comportamento depressivo“.

Cosa avete scoperto?

I nostri risultati hanno mostrato che i topi adolescenti sia maschi che femmine hanno mostrato un comportamento depressivo significativamente maggiore dopo soli 7 giorni di ritardo nel sonno, mentre i topi adulti sia maschi che femmine non hanno mostrato un comportamento depressivo nelle medesime condizioni.

Se esposti a un nuovo fattore di stress dopo 7 giorni di ripetuti ritardi nel sonno, solo i topi adolescenti maschi e femmine hanno mostrato un aumento dell’attività nella corteccia prelimbica del cervello, non gli adulti. La corteccia prelimbica è associata a strategie di gestione dello stress e può essere danneggiata da un’eccessiva attivazione in seguito alla privazione del sonno.

Le femmine adolescenti hanno anche mostrato un maggiore rilascio di ormoni dello stress e l’attivazione delle cellule cerebrali sensibili allo stress rispetto ai maschi adolescenti in seguito ai ripetuti ritardi nel sonno“.

Perché questa scoperta è importante?

I nostri risultati suggeriscono che un significativo ritardo del sonno durante l’adolescenza può aumentare la probabilità di insorgenza della depressione sia nei maschi che nelle femmine.

Inoltre, il ritardo del sonno può rendere le femmine adolescenti maggiormente vulnerabili ad altri fattori di stress e aumentare la probabilità di sviluppo di disturbi dell’umore.

Poichè i requisiti di quarantena previsti per la COVID-19 – come l’apprendimento a distanza, le limitate interazioni sociali di persona e l’aumento dei tempi sullo schermo – hanno ridotto la pressione a rispettare i regolari orari di sonno, gli adolescenti potrebbero essere più esposti rispetto al passato al rischio di sviluppare depressione e altri disturbi dell’umore“.

 

 

 


Lo studio


Crediti immagine: wayhomestudio