Per moltissimi genitori, globalmente, sta diventando sempre più difficile mantenere l’entusiasmo per le lezioni a distanza dei propri figli.
Sappiamo tutti che quando un istruttore/insegnante si mostra entusiasta, le sessioni sono più piacevoli, ma soprattutto, risultano più efficaci in quanto si tende anche a ricordare di più.

Sebbene questo possa risultare comunemente noto, tuttavia, “i meccanismi alla base degli effetti favorevoli dell’entusiasmo dell’insegnante sono ancora in gran parte sconosciuti“, scrivono Angelica Moè dell’Università di Padova e i suoi colleghi, nel loro nuovo articolo pubblicato sul British Journal of Educational Psychology.

Il team ha quindi deciso di capire meglio il potere dell’entusiasmo. E in una serie di studi, hanno esplorato l’idea che una comunicazione più appassionata catturi maggiormente l’attenzione degli studenti, il che migliorerebbe la loro memorizzazione del materiale.

In uno studio iniziale, alcuni bambini tedeschi tra gli 8 e i 12 anni hanno ascoltato un insegnante esperto leggere due brevi testi, uno dei quali era una descrizione delle caratteristiche delle libellule, l’altro un racconto su un contadino.

L’istruttore leggeva ad un primo gruppo con basso entusiasmo (voce monotona, pochi o nessun movimento del corpo, espressione facciale fissa, occhi fissi sul testo), in un secondo gruppo invece con alto entusiasmo (movimenti esuberanti, consegna vocale eccitata e varia, occhi brillanti orientati verso i bambini, espressioni facciali varie).

Il team ha scoperto che i bambini nella condizione di alto entusiasmo non solo hanno riferito di aver apprezzato maggiormente entrambi i testi – sorridendo maggiormente – ma hanno anche passato più tempo a guardare l’istruttore, lasciando intendere che fossero stati più attenti.

Successivamente, un totale di 54 alunni italiani di età compresa tra i 9 e gli 11 anni sono stati sottoposti a una procedura molto simile, tranne che alcuni hanno dovuto completare un compito che richiedeva la loro attenzione nello stesso momento (dovevano individuare e cerchiare delle immagini di campane, inserite tra altre piccole immagini su un foglio A4).

Per i bambini a cui non è stato dato questo compito extra – cioè quelli la cui attenzione non era troppo occupata – quelli del gruppo ad alto entusiasmo hanno mostrato un miglior ricordo dei testi rispetto a quelli del gruppo a basso entusiasmo.

Tuttavia, il livello di entusiasmo dello sperimentatore non ha avuto alcun impatto sul ricordo dei ragazzi che dovevano svolgere il compito delle campane, “mostrando così che l’attenzione è tra i meccanismi sottostanti che spiegano l’effetto positivo dell’entusiasmo sul ricordo“, scrivono i ricercatori.

Un ultimo studio utilizzando gli stessi testi ha scoperto che quando un compito di distrazione non richiede un’attenzione sostenuta – in questo caso, ad alcuni ragazzi è stato chiesto semplicemente di toccare gli angoli della loro scrivania in senso orario, invece di trovare le campane – un maggiore entusiasmo dell’istruttore ha reso migliore il successivo ricordo del testo narrato. Questo fornisce ulteriori prove che uno stile di insegnamento entusiastico migliora il ricordo “solo quando un compito secondario non è in competizione per l’attenzione degli studenti“, scrive il team.

Quali sono le implicazioni di questi risultati? Alcune persone – e alcuni insegnanti – sono per loro natura più entusiasti di altri. Ma è comunque possibile imparare ad essere più espressivi e coinvolgenti, sia fisicamente che verbalmente.

Quindi forse c’è un motivo per sostenere che gli insegnanti che per natura sono riservati dovrebbero essere incoraggiati a cercare attivamente di essere più entusiasti – ma non necessariamente di continuo.

I risultati suggeriscono che un alto entusiasmo è importante solo quando gli ascoltatori non stanno simultaneamente prestando attenzione a qualcos’altro. Così, mentre l’entusiasmo extra durante una discussione potrebbe aiutare gli studenti a godersi di più la lezione, a prestare più attenzione al contenuto e ad imparare meglio, questo atteggiamento non aiuterebbe gli studenti qualora fossero simultaneamente impegnati in un compito attentivo di tipo pratico.

Questo è un messaggio rilevante per coloro che pensano di dover essere entusiasti ad ogni costo, ma che potrebbero soffrire di una costante e faticosa regolazione verso l’alto delle emozioni positive“, nota il team.

I nostri risultati dimostrano che possono ‘risparmiare’ i loro sforzi di regolazione del loro entusiasmo e farlo solo in situazioni in cui gli studenti non sono impegnati in compiti che si contendono la loro attenzione“.

 


Lo studio


Crediti immagine: pressfoto