Un nuovo studio pubblicato sulla rivista Personality and Individual Differences ha scoperto che la ragione principale dietro il “celibato involontario” è il non saper flirtare.

Questo fattore è stato seguito dal non saper percepire i segnali di interesse, dalla mancanza di sforzo e da un livello troppo alto di pignoleria.

 

Saper flirtare: un’abilità molto sottovalutata

Secondo l’autore dello studio Menelaos Apostolou, dell’Università di Nicosia (Cipro), una ricerca precedente aveva dimostrato che circa la metà dei single lo sono involontariamente. In altre parole, vorrebbero avere un partner, ma hanno difficoltà a trovarlo.

Questo non è del tutto sorprendente“, scrive Apostolou. “Dopo tutto, trovare un compagno richiede una serie di abilità. Le persone hanno bisogno di sapere come flirtare per attrarre potenziali partner. Hanno anche bisogno della capacità di capire i segnali di interesse, e investire una quantità sufficiente di tempo e di impegno”.

Inoltre, nelle società ancestrali, le pratiche di accoppiamento erano regolamentate, “con i genitori che sceglievano i coniugi per i loro figli“, come scrive Apostolou. Questo non è più il modo di procedere nella maggior parte delle comunità. Tuttavia, questa transizione è stata piuttosto recente in termini evolutivi.

Ciò significa che non c’è stato ancora abbastanza tempo affinché le basse competenze nel flirtare siano state selezionate. Questo è in gran parte perché in passato, la mancanza di questa abilità non avrebbe compromesso le possibilità di trovare un partner“.

Lo studio attuale si è proposto di identificare i principali fattori che predicono il celibato involontario. In particolare, ha voluto testare la previsione che la scarsa abilità nel flirtare, il non sapere riconoscere i segnali del flirt dell’altro, la mancanza di impegno e un alto grado di pignoleria sarebbero tutti correlati ad una maggiore probabilità di essere involontariamente single, e anche con l’esperire periodi più lunghi in cui si resta single.

 

Valutazione delle capacità di flirtare e della capacità di riconoscere i segnali del flirt

I partecipanti allo studio sono stati 1228 uomini e donne di lingua greca, la cui età media era di circa 30 anni. Lo studio includeva 711 donne e 512 uomini. L’autore ha reclutato la maggior parte di loro attraverso i siti di social media tra cui Facebook e Instagram.

Circa il 48% dei partecipanti erano single, il 38% in una relazione e il 14% sposati. Inoltre, il 47% ha indicato di essere single a causa delle difficoltà ad attrarre un partner. Circa il 30% ha detto di essere “tra una relazione e l’altra”, e il 23% ha dichiarato di preferire essere single.

Apostolou ha misurato le capacità di flirtare dei soggetti, la capacità di leggere i segnali di interesse, il loro impegno e la loro pignoleria. Per fare ciò, ha usato sondaggi self-report che aveva progettato e utilizzato in studi precedenti.

I partecipanti dovevano rispondere su una scala da 1 a 5 a una serie di affermazioni. Queste includevano “Non so come flirtare” e “Mi manca totalmente la capacità di cogliere e interpretare i segnali di interesse”. Altre affermazioni erano: “Dedico tutta la mia energia alle mie relazioni romantiche” e “Sono sempre molto selettivo nella scelta dei partner romantici”.

I questionari hanno anche registrato l’età degli intervistati, il sesso, lo stato di relazione e gli anni di vita da single.

 

Risultati: il non saper flirtare è di gran lunga la ragione più importante

Tra i partecipanti che hanno indicato di essere involontariamente single, il fattore di gran lunga più importante è stato la loro mancanza di abilità nel flirtare. Dopo questo fattore, in ordine decrescente, c’erano le abilità nel percepire i segnali di interesse, lo “sforzo profuso nel corteggiamento” e la capacità di scegliere. Questi ultimi tre fattori erano tutti relativamente simili nel loro grado di impatto.

Tra coloro che avevano deciso di essere single, la capacità di scelta era la ragione principale, seguita da vicino dallo sforzo per il corteggiamento.

Gli uomini hanno riferito significativamente più anni di vita da single rispetto alle donne (in media 5,2 anni contro 3,6 anni).

In termini di limiti relativi alla ricerca condotta, Apostolou sottolinea che questo studio era basato su self-reports, che possono essere sbilanciati. In questo caso, per esempio, “i partecipanti potrebbero non essere disposti ad ammettere, anche a se stessi, di avere scarse capacità di flirtare“. Inoltre, ci possono essere altri fattori relativi alla condizione di single che questo studio non ha misurato.

E anche la “causalità inversa” potrebbe giocare un ruolo. Un tempo più lungo da single, per esempio, potrebbe portare a un peggioramento delle capacità di flirtare. Potrebbe anche indurre le persone a concludere che hanno scarse capacità di flirtare, il che può portare alla mancanza di fiducia, che a sua volta può portare a impegnarsi meno per trovare un partner.

Come riassume Apostolou, “abbiamo trovato che i bassi punteggi nella capacità di flirtare, nella capacità di percepire i segnali di interesse e nello sforzo di accoppiamento, avevano più probabilità di essere involontariamente single e più propensi a sperimentare lunghi periodi di solitudine“.

 

 


Lo studio


Crediti immagine: AthurHidden