L’obesità materna può aumentare il rischio per il bambino di sviluppare un disturbo da deficit di attenzione e iperattività (ADHD), secondo un’analisi dei ricercatori dell’Enice Kennedy Shriver National Institute of Child Health and Human Development (NICHD), parte del National Institutes of Health.

I ricercatori hanno scoperto che le madri – ma non i padri – che erano in sovrappeso o francamente obese prima della gravidanza avevano maggiori probabilità di riferire che ai loro figli era stato diagnosticato un disturbo da deficit di attenzione e iperattività (ADHD) o che avevano sintomi di iperattività, disattenzione o impulsività a 7 anni a 8 anni. Lo studio eseguito è stato pubblicato sulla rivista scientifica The Journal of Pediatrics.

Il team di ricerca ha analizzato lo studio NICHD Upstate KIDS, che ha reclutato madri di bambini piccoli che ha poi seguito fino all’età di 8 anni. In questa analisi che ha coinvolto quasi 2.000 bambini, il gruppo di studio ha scoperto che le donne che erano obese prima della gravidanza avevano circa il doppio delle probabilità di riferire che il loro bambino aveva ADHD o sintomi di iperattività, disattenzione o impulsività, rispetto ai bambini di donne di peso normale rilevato prima della gravidanza.

Gli autori suggeriscono che, se i loro risultati saranno confermati da ulteriori studi, gli operatori sanitari potrebbero voler vagliare i bambini di madri obese per l’ADHD in modo che possano essere offerti interventi preventivi.

Gli autori osservano inoltre che gli operatori sanitari potrebbero utilizzare strategie basate sull’evidenza per consigliare alle donne che manifestano l’intenzione di avere una gravidanza una dieta ed uno stile di vita sani.

 

Lo studio

 


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