Un aspetto chiave della terapia cognitivo-comportamentale è quello di sfidare le “distorsioni cognitive“, modelli di pensiero imprecisi che spesso colpiscono le persone con depressione.
Tali distorsioni potrebbero includere:

  • il saltare alle subito conclusioni,
  • la tendenza alla valutazione catastrofica,
  • il pensiero in bianco e nero,
  • l’auto-colpevolizzazione.

Tutte modalità che possono causare una sincera angoscia a coloro che le sperimentano.

Ma come possiamo tracciare la distorsione cognitiva in quelli con la depressione al di fuori del self-reporting? Un nuovo studio, pubblicato su Nature Human Behaviour, esplora le distorsioni cognitive online, rilevando che le persone con depressione hanno livelli più alti di distorsione nel linguaggio che usano sui social media.

Krishna Bathina dell’Indiana University Bloomington (e colleghi) hanno esaminato il linguaggio di oltre 6 milioni di tweet di 7.349 account Twitter, alcuni che avevano precedentemente twittato di avere una diagnosi di depressione e altri selezionati a campione. I ricercatori erano specificamente interessati a quanto spesso questi tweet contenevano 241 frasi che hanno considerato essere i “mattoni” di varie distorsioni cognitive associate alla depressione. Per esempio, la frase “tutti credono” è stata presa come parte della distorsione “mind-reading”, in cui le persone pensano di sapere cosa pensano gli altri.
Altre distorsioni cognitive includono la “catastrofizzazione”, la “generalizzazione eccessiva” e lo “svalutare le esperienze positive”.

I risultati hanno mostrato che coloro che avevano avuto una diagnosi di depressione hanno usato significativamente più frasi di distorsione cognitiva rispetto a quelli del campione casuale. Questo era vero per quasi tutti i 12 tipi di distorsione cognitiva, ad eccezione della “cartomanzia” (previsione di un risultato negativo), la “lettura della mente” e la “catastrofizzazione”, che non erano risultate significativamente diverse tra i due gruppi.

I tipi di distorsione che erano più prevalenti nella coorte di depressione rispetto al gruppo di controllo erano la “personalizzazione” (prendere le cose personalmente) e il “ragionamento emotivo” (scambiare una sensazione per un fatto).

Questo potrebbe significare che la depressione potrebbe essere rilevata attraverso il linguaggio – in particolare online, dove le persone possono essere più aperte su ciò che pensano e sentono.

Ci sono domande sull’auto-rivelazione di coloro che si trovano nella condizione di depressione. In primo luogo, non c’era modo per i ricercatori di verificare le diagnosi; in secondo luogo, ci potrebbero essere stati molti nel gruppo di controllo con diagnosi che non hanno mai voluto condividere. Anche se i tweet scherzosi sono stati filtrati (ad es. “quell’episodio di Game of Thrones mi ha dato una diagnosi di depressione”), il linguaggio della malattia mentale è spesso cooptato o usato in modo esagerato – dopo le sconfitte politiche, per esempio. Esaminare la complessità delle comunicazioni online può anche fornire risposte diverse e interessanti.

 


Lo studio


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