Le persone nate tra il 1946 e il 1970 hanno fino al 20% in più di probabilità di manifestare un disagio psicologico, compresi i sintomi di ansia e depressione verso i 40 e i 50 anni, come riferisce un nuovo studio.

Tale studio, pubblicato su Psychological Medicine, rivela che il 20% dei nati nel 1970 – parte della Generazione X – il 19% dei Baby Boomers nati nel 1946, e il 15% dei Baby Boomers nati nel 1958, hanno sperimentato i loro più alti livelli di disagio psicologico in età adulta quando erano nei loro 40 e 50 anni, tra cui i sintomi di depressione e ansia.

I ricercatori del Centre for Longitudinal Studies dell’UCL Institute of Education (IOE) Social Research Institute hanno analizzato i dati raccolti negli ultimi quattro decenni su più di 28.000 adulti che hanno partecipato a tre studi di coorte per la nascita nel Regno Unito. Hanno esaminato i rapporti dei partecipanti sulla loro salute mentale tra i 23 e i 69 anni per analizzare i tassi di disagio psicologico in età adulta, e come questi differissero tra le diverse generazioni.

Tra i nati nel 1958 e nel 1970, i tassi di malessere mentale sono risultati in diminuzione tra i 20 e i 30 anni, ma per tutte e tre le coorti la prevalenza del disagio psicologico è andata aumentando a partire dai 30 anni e ha raggiunto i suoi livelli più alti nella mezza età, quando i partecipanti avevano tra i 46 e i 53 anni.

La coorte del 1970 ha avuto costantemente i più alti tassi di malessere mentale durante l’età adulta. All’età di 26 anni, il 16% ha riportato almeno un disagio psicologico, per poi scendere al 14% all’età di 30 anni. La prevalenza dei disturbi mentali è aumentata al 16% all’età di 34 anni, poi al 19% all’età di 42 anni, prima di raggiungere il 20% all’età di 46 anni.

Per i nati nel 1958, la prevalenza è diminuita dal 10% all’età di 23 anni e all’ 8% all’età di 33 anni, prima di salire al 13% all’età di 42 anni, per poi aumentare ancora, al 15% all’età di 50 anni.

Per i nati nel 1946, i tassi di disagio psicologico sono aumentati costantemente durante l’età adulta, dal 6% all’età di 36 anni, al 12% all’età di 43 anni e poi al 19% all’età di 53 anni.

Per i nati nel 1958, la prevalenza è diminuita dal 10% all’età di 23 anni e all’ 8% all’età di 33 anni, prima di salire al 13% all’età di 42 anni, per poi aumentare ancora, al 15% all’età di 50 anni. Per i nati nel 1946, i tassi di disagio psicologico sono aumentati costantemente durante l’età adulta, dal 6% all’età di 36 anni, al 12% all’età di 43 anni e poi al 19% all’età di 53 anni.

Tra i nati nel 1946, i tassi di disagio psicologico sono diminuiti al raggiungimento dei 60 anni. La prevalenza di malessere mentale è diminuita dal 18% all’età di 60-64 anni al 15% all’età di 69 anni.

 

Disagio psicologico nella mezza età e differenze tra uomini e donne

In tutte e tre le coorti, a tutte le età, i tassi di disagio psicologico sono stati più alti tra le donne rispetto agli uomini. Per esempio, nella mezza età, il 23% delle donne nate nel 1970 aveva problemi di salute mentale contro il 17% degli uomini.

Tra i Baby Boomers di mezza età, il 19% delle donne nate nel 1958 aveva problemi psicologici rispetto all’11% degli uomini, e tra le donne nate nel 1946, il 24% aveva problemi di salute mentale, rispetto al 14% degli uomini.

Il prof. George Ploubidis (UCL Centre for Longitudinal Studies) ha dichiarato: “Grazie ai dati longitudinali raccolti da quasi 30.000 adulti negli ultimi quattro decenni, possiamo esaminare la traiettoria della malattia mentale attraverso due generazioni, già a partire dai primi anni ’80“.

 

Le sfide di chi supera i quaranta anni

La mezza età tende a coincidere con un “picco” nella carriera professionale, con gli adulti che acquisiscono una crescente responsabilità quali “decisori” nella società, il che è accompagnato da una riduzione del tempo libero e da un elevato stress legato al lavoro.

La mezza età è anche spesso associata a cambiamenti nella struttura familiare, che possono essere collegati alla salute mentale, come la sindrome del nido vuoto (legata all’emancipazione dei figli) e l’aumento dei tassi di divorzio.

Quando le persone si avvicinano ai 50 anni, è anche più probabile che abbiano figli e contemporaneamente si prendano cura di genitori anziani. Tali pressioni aggiuntive possono quindi avere un effetto dannoso sulla salute mentale, in virtù delle maggiori responsabilità, come lo sono l’istruzione dei figli e la cura dei familiari più anziani e vulnerabili.

La Generazione X ha avuto più probabilità di produrre un disagio psicologico rispetto ai Baby Boomers. Sono entrati nel mercato del lavoro tra la fine degli anni ’80 e l’inizio degli anni ’90, durante un periodo di recessione e di alta disoccupazione, e hanno anche trovato più difficile rispetto alle generazioni precedenti di entrare nella graduatoria per gli alloggi. Di conseguenza, queste particolari circostanze possono aver avuto un effetto duraturo sulla salute mentale di questa generazione durante l’età adulta“.

 

La salute mentale degli over 40 è sufficientemente tutelata?

Il co-autore dello studio, il dottor Dawid Gondek (UCL Centre for Longitudinal Studies) ha aggiunto: “La salute mentale nell’adolescenza e nella terza età tende ad ottenere molta più attenzione rispetto al disagio psicologico nella mezza età, nonostante gli adulti siano particolarmente vulnerabili alle malattie mentali in questa fase della vita. Il nostro studio suggerisce che si dovrebbe prestare maggiore attenzione al rilevamento e alla gestione della salute mentale nella mezza età, per esempio nell’assistenza primaria. Implica anche la necessità di una maggiore consapevolezza pubblica dei problemi psicologici durante la mezza età“.

 


Lo studio


Crediti immagine: drobotdean