Nelle nazioni in cui la felicità delle persone è più strettamente legata alla conformità religiosa quest’ultima, rispetto al passato, tende ad essere meno legata alla libertà soggettiva delle persone, secondo una nuova ricerca pubblicata sul Journal of Happiness Studies.

I risultati suggeriscono che l’evoluzione culturale associata alla modernizzazione diminuisce “l’importanza della fede religiosa per la felicità delle persone, aumentando nel contempo l’importanza della libertà soggettiva“.

Come persona cresciuta in un regime comunista ho sempre visto la religione allo stesso modo in cui percepivo il comunismo: come uno strumento di manipolazione, usato principalmente nelle società oppressive dalle élite locali per ottenere sottomissione e mantenere i propri privilegi senza rischiare di essere messe in discussione“, ha osservato l’autore dello studio Michael Minkov, dottore in Antropologia Sociale e professore di Consapevolezza Interculturale presso l’Università di Varna in Bulgaria. “Eppure mi sono spesso chiesto perché un paese libero, come lo sono gli Stati Uniti, abbia una così alta percentuale di persone religiose“.

Per il loro studio, Minkov e il suo collega hanno ingaggiato la società MediaCom per condurre un sondaggio online di 40.534 persone provenienti da 43 nazioni, con il quale hanno valutato:

  • la felicità generale degli intervistati,
  • la loro eventuale adesione a regole religiose,
  • la percezione di essere liberi di vivere la vita che desiderano.

Un’analisi statistica dei dati ha rilevato che la relazione tra felicità e conformità religiosa, e la relazione tra felicità e libertà soggettiva, variavano in base allo sviluppo economico della nazione e al livello culturale.

“il conformismo religioso ha un effetto negativo sulla capacità di una nazione di innovare”

In particolare, il legame tra felicità e conformità religiosa era più forte nelle nazioni meno sviluppate economicamente ma più collettivistiche, mentre il legame tra felicità e libertà soggettiva è risultato più debole.

D’altra parte, il legame tra felicità e libertà soggettiva era più forte nelle nazioni più individualiste con un maggiore sviluppo economico, mentre il legame tra felicità e conformità religiosa è risultato più debole.

Non sono stato sorpreso di scoprire che la religione tende a portare felicità alle persone nelle società con condizioni di vita difficili“, ha detto Minkov. “Sospettavo che la religione dovesse portare alcuni benefici a coloro che la praticano“.

Più sorprendente è il fatto che gli Stati Uniti abbiano mostrato un modello piuttosto simile a quello delle nazioni meno abbienti e collettiviste. A differenza di altre nazioni altamente sviluppate, negli Stati Uniti si riscontra un legame significativo tra felicità e conformità religiosa.

Gli Stati Uniti sono un paese ricco ma hanno molte disuguaglianze e molti dei suoi cittadini si sentono svantaggiati. Apparentemente, la religione aiuterebbe queste classi sociali a far fronte alle difficoltà che percepiscono“, ha detto Minkov.

Le nostre scoperte creano un grave dilemma per i governi nazionali dei paesi in via di sviluppo e di cui anche la gente comune dovrebbe essere consapevole. Uno dei principali motori dello sviluppo economico in futuro sarà l’innovazione. Numerosi studi hanno dimostrato che la maggior parte dell’innovazione moderna proviene da società ricche e individualistiche con culture secolari che favoriscono il pensiero creativo e innovativo“.

Ciò significa che il conformismo religioso ha un effetto negativo sulla capacità di una nazione di innovare. Tuttavia, se il governo nazionale di un paese in via di sviluppo tenta di reprimere la religione, l’effetto sul benessere dei cittadini può essere devastante“, ha affermato Minkov.

Lo studio – come tutte le ricerche – include alcuni avvertimenti. “Abbiamo studiato l’effetto della religiosità sulla felicità, che abbiamo definito in questa ricerca come “buon umore prevalente”. Altri studiosi preferiscono studiare un diverso aspetto della felicità, ovvero il livello di “soddisfazione della propria vita”. Non è esattamente lo stesso concetto del livello dell’umore sebbene possano essere correlabili“, ha spiegato Minkov.

Vorrei vedere studi che esaminano l’effetto della religiosità sulla soddisfazione della vita. Ma sono anche interessato al contrario: l’alta soddisfazione della vita renderebbe la religione inutile? Inoltre, sarebbe utile verificare se c’è qualche variazione di matrice interculturale in relazione a questa tematica“.

Inoltre, la religiosità nel nostro studio è intesa come aderenza alle regole religiose. Questo concetto non è lo stesso della semplice adesione ad un credo religioso. Ad esempio una delle mie nonne svolgeva riti religiosi e seguiva la maggior parte delle norme comportamentali cristiane anche se non credeva nella vita dopo la morte“, ha aggiunto Minkov.

Pertanto, non abbiamo al momento risultati sulla felicità percepita che ci confermino le stesse conclusioni se la religiosità viene definita e misurata come aderenza alle regole piuttosto che vissuta come semplici credenti nominali. Ci sono molti studi che dimostrano che le persone a cui piace aiutare gli altri si sentono più felici di quelli che non lo fanno. Poiché tutte le religioni sottolineano l’importanza dell’aiutare, sospetto che questo possa spiegare l’effetto della religiosità sulla felicità“.

Spero di vedere ulteriori ricerche in questo settore molto interessante e importante“, ha concluso Minkov.

 

 

Lo studio

 


Crediti immagine: jcomp