Una donna su tre, di età compresa tra 18 e 24 anni, riferisce di aver controllato il proprio apporto calorico per potersi permettere una bevuta di alcolici. I ricercatori affermano che questo comportamento può contribuire a quella che viene definita “drunkoressia”, caratterizzata da schemi alimentari disordinati finalizzati al compensare gli effetti negativi del consumo eccessivo di alcol, come l’aumento di peso.

 


 

Mojito, appletini o un semplice bicchiere di spumante possono essere piacevoli intervalli in una giornata risultata particolarmente intensa, ma se ti ritrovi a consumarne regolarmente più di un paio, potresti mettere a rischio la tua salute fisica e mentale, secondo quanto emerso in una nuova ricerca dell’Università dell’Australia Meridionale.

Esaminando i modelli di consumo di 479 studentesse universitarie di età compresa tra 18 e 24 anni, quello che è stato il primo studio empirico al mondo su questo tema, ha esplorato i modelli di convinzioni sottostanti che possono contribuire alla Drunkoressia.

Per drunkoressia si intende un comportamento dannoso in cui i modelli disordinati di alimentazione sono utilizzati per compensare gli effetti negativi del consumare alcol in eccesso, in particolare l’aumento del peso corporeo.

A risultare particolarmente preoccupante è stato il fatto che i ricercatori abbiano scoperto che negli ultimi tre mesi un incredibile 82,7% delle studentesse universitarie intervistate aveva messo in atto comportamenti “drunkoressici“. Inoltre, oltre il 28% ha saltato regolarmente e deliberatamente i pasti, consumando bevande alcoliche a basso contenuto calorico o senza zucchero, inducendosi il vomito o esercitandosi fisicamente dopo aver bevuto, al fine di ridurre le calorie ingerite con l’alcol, e questo almeno una volta ogni quattro sessioni di bevute alcoliche.

La psicologa clinica e ricercatrice  Alycia Powell-Jones afferma che la prevalenza dei comportamenti drunkoressici tra le studentesse universitarie australiane è preoccupante.

A causa della loro età e del loro stadio di sviluppo cognitivo, le giovani adulte hanno maggiori probabilità di assumere comportamenti a rischio, che possono includere l’eccessivo consumo di alcol“, afferma Powell-Jones.

Il consumo eccessivo di alcol combinato a degli schemi alimentari restrittivi e disordinati è estremamente pericoloso e può aumentare notevolmente il rischio di sviluppare gravi conseguenze fisiche e psicologiche“, tra cui:

  • ipoglicemia,
  • cirrosi epatica,
  • deficit nutrizionali,
  • danni al cervello e al cuore,
  • perdite di memoria,
  • blackout,
  • depressione,
  • deficit cognitivi.

 

Certamente, a molti sarà capitato di avere bevuto troppo alcool qualche volta, e sappiamo bene come ci si senta il giorno dopo, con la consapevolezza che quanto fatto non sia stato un bene per noi. Ma quando quasi un terzo delle giovani studentesse universitarie stanno intenzionalmente modificando il proprio comportamento alimentare esclusivamente per compensare le calorie dell’alcol, allora questo dovrebbe destare una seria preoccupazione“.

L’uso dannoso di alcol è un problema globale, un comportamento che causa milioni di morti, tra cui moltissime giovani vite. In Australia, una persona su sei consuma alcolici a livelli pericolosi, aumentandone il rischio per la vita, con l’insorgenza di malattie, o aumentando la probabilità di patire/causare infortuni correlati.

Ma la combinazione di un’eccessiva assunzione di alcol con comportamenti alimentari restrittivi, per compensare le calorie, può provocare un cocktail altamente pericoloso.

 

Drunkoressia: come è stata eseguita la ricerca

Lo studio sulla drunkoressia è stato condotto in due fasi.

La prima fase ha misurato la prevalenza di attività auto-segnalate, compensative e restrittive in relazione al loro consumo di alcol.
La seconda fase ha identificato gli “Early Maladaptive Schemes (EMS)” delle partecipanti (modelli di pensiero disadattivo) scoprendo che il sottoinsieme di schemi più predittivi di drunkoressia erano risultati:

  • “insufficiente autocontrollo”,
  • “deprivazione emotiva”,
  • “isolamento sociale”.

 

Powell-Jones afferma che identificare i primi schemi disadattivi collegati alla drunkoressia è la chiave per comprendere la condizione dannosa con sufficiente spazio di prevenzione.

Gli schemi individuati, ovvero lo scarso autocontrollo, la deprivazione emotiva e l’isolamento sociale, sono temi profondamente radicati e pervasivi riguardo se stessi ed il proprio rapporto con gli altri, che si sviluppano durante l’infanzia e tendono ad influenzare tutti gli ambiti della vita, spesso in modo disfunzionale.

Questi schemi disadattivi possono anche essere influenzati da norme culturali e sociali. Infatti il comportamento drunkoressico sembra anche essere mosso da due norme sociali chiave per le giovani adulte: consumare alcol in compagnia e apparire magre.

Questo studio ha fornito spunti preliminari per una migliore comprensione del perché le giovani donne adulte prendano queste decisioni per impegnarsi in comportamenti drunkoressici“, afferma Powell-Jones.

Non solo può essere una strategia di coping per gestire le ansie sociali attraverso l’accettazione e l’adattamento alle aspettative dei gruppi di pari o delle culture, ma mostra anche la dipendenza da strategie di coping evitanti“.

È importante che medici, psicologi, educatori, genitori e amici siano consapevoli dei fattori che motivano le giovani donne a impegnarsi in questo comportamento dannoso e pericoloso, tra cui le norme culturali, le convinzioni individuali che guidano l’autostima, il senso di appartenenza e la connessione interpersonale.

Essendo collegati, ricercatori e clinici possono sviluppare adeguati interventi terapeutici e di supporto alle giovani maggiormente vulnerabili“.

 


Lo studio


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