Una nuova ricerca di un team interdisciplinare della Cornell University ha scoperto che trascorrere appena 10 minuti in un ambiente naturale può aiutare gli studenti universitari a sentirsi più felici e ridurre gli effetti dello stress sia fisico che mentale.

La ricerca, pubblicata su Frontiers in Psychology, fa parte di un più ampio esame di “terapia naturale” e mira a fornire un dosaggio facilmente raggiungibile che i medici possono prescrivere come misura preventiva contro alti livelli di stress, ansia, depressione e altri problemi di salute mentale affrontati dagli studenti universitari.

Non ci vuole molto tempo per dare il via ai benefici positivi dato che stiamo parlando di 10 minuti trascorsi in uno spazio aperto nella natura“, ha detto l’autore principale Gen Meredith, direttore associato del Master of Public Health Program. “Siamo fermamente convinti che ogni studente, indipendentemente dalla materia o dalla portata del suo carico di lavoro, abbia così tanto tempo discrezionale ogni giorno, o almeno alcune volte alla settimana“.

Meredith e i suoi coautori hanno analizzato gli studi che avevano esaminato gli effetti della natura sulle persone in età universitaria (non meno di 15 anni, non più di 30 anni) per scoprire quanto tempo gli studenti dovrebbero trascorrere fuori e cosa dovrebbero fare mentre sono là. Hanno scoperto che tra i 10 ed i 50 minuti passati in spazi naturali erano molto efficaci per migliorare l’umore, la concentrazione e alcuni marker fisiologici come la pressione sanguigna e la frequenza cardiaca.

Con questi dati non vogliamo dire che ci sia un declino dei benefici dopo i 50 minuti, ma piuttosto che gli ottimi benefici psicologici ottenuti tendono, dopo questo limite temporale, ad aumentare con maggiore lentezza“, ha dichiarato il coautore Donald Rakow, professore associato presso la School of Integrative Plant Science. In altre parole si ha un picco piuttosto rapido nei benefici derivanti, appunto nella forbice tra i 10 e i 50 minuti.

Per godere degli effetti positivi dell’essere all’esterno, gli studenti devono solo stare seduti o camminare, le due attività principali che i ricercatori hanno esaminato nel tentativo di fornire raccomandazioni accessibili.

Volevamo mantenere questo accesso alla natura il più semplice e raggiungibile possibile“, afferma Rakow. “Sebbene ci sia molta letteratura sui programmi all’aperto più lunghi, volevamo quantificare le dosi in pochi minuti, non giorni“.

Per gli studenti di Cornell, ci sono una moltitudine di opzioni per fuggire nella natura. Per le università urbane, la ricerca suggerisce che l’aggiunta di elementi verdi in uno spazio costruito può produrre gli stessi risultati. È il tempo trascorso in natura, non necessariamente la natura stessa, a essere utile.

Questa è un’opportunità per sfidare il nostro pensiero su ciò che la natura può essere“, afferma Meredith. “È davvero tutto intorno a noi: alberi, una fioriera con fiori, un piccolo parco o una zona boscosa“.

L’impulso per questo lavoro è un movimento verso la prescrizione del tempo in natura come modo per prevenire lo stress e o migliorare la gestione dell’ansia, supportando anche i risultati sulla salute fisica e mentale. I ricercatori volevano considerare quale “dose” sarebbe dovuta essere prescritta agli studenti in età universitaria per produrre un effetto. Sperano che questa abitudine diventi parte della routine di uno studente e venga consumata a dosi regolari, come una pillola.

La prescrizione di una dose può legittimare la raccomandazione del medico e dare un obiettivo tangibile“, afferma Meredith. “È diverso dal dire semplicemente: “vai fuori”. C’è qualcosa di specifico a cui uno studente può mirare“.

 

 

Lo studio

 


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