Un nuovo studio suggerisce che le vampate di calore possono alterare la funzione dell’ippocampo e della corteccia prefrontale e ridurre la memoria verbale.

Se hai difficoltà a identificare la parola giusta per esprimerti chiaramente o a ricordare una storia correttamente, potresti ora incolpare la menopausa. Un nuovo studio suggerisce che le vampate di calore fisiologiche sono associate a una ridotta memoria verbale e ad alterazioni della funzione cerebrale durante la codifica e il recupero della memoria, specialmente nell’ippocampo e nella corteccia prefrontale. I risultati dello studio sono pubblicati su “Menopause”, la rivista di The North American Menopause Society (NAMS).

Precedenti studi avevano già dimostrato che le donne sperimentano un declino della memoria di materiale verbale, come singole parole e storie, mentre passano attraverso la menopausa. In questo nuovo studio, la risonanza magnetica funzionale (fMRI) è stata utilizzata per documentare il verificarsi di vampate di calore fisiologiche e il loro effetto specifico sulla funzione della corteccia ippocampale e prefrontale durante le condizioni di codifica e riconoscimento di un’attività di memoria. I punti di forza di questo studio sono l’uso del monitoraggio fisiologico della vampata di calore e sull’uso della risonanza magnetica funzionale per valutare specificamente i cambiamenti in tempo reale che si verificano all’interno del cervello durante un test della memoria.

Sebbene siano necessari studi più ampi per valutare completamente l’affidabilità della relazione tra vampate di calore e alterazione della funzione cerebrale mnestica, questo studio fornisce nuove intuizioni in aree specifiche del cervello coinvolte nella memoria che sembrano essere influenzate negativamente dalle vampate di calore tipiche della menopausa.

I risultati dello studio compaiono nell’articolo “Hot flashes are associated with altered brain function during a memory task”, di cui come sempre forniamo un collegamento a fondo pagina.

I risultati di questo studio preliminare, sebbene di piccole dimensioni, supportano l’ipotesi di una associazione tra vampate di calore obiettivamente monitorate e cambiamenti funzionali nel cervello che influiscono negativamente sulla memoria. Sono necessari ulteriori studi per determinare se le vampate di calore effettivamente causano questi cambiamenti cerebrali e se il trattamento delle vampate di calore li previene o li normalizza“, afferma la dott.ssa Stephanie Faubion, direttrice medica della NAMS.

 

Di seguito la dichiarazione della dott.ssa Stephanie Faubion sullo studio eseguito:

 

Lo studio


Crediti immagine: asierromero