Un nuovo studio sull’Internet Gaming Disorder (IGD), ha fatto emergere “nessuna associazione tra i sintomi dell’IGD e la psicopatologia”. L’unico legame che hanno riscontrato è stato che i ragazzi di 10-12 anni che presentavano alcuni sintomi avevano di fatto meno ansia, piuttosto che averne di più, a distanza di qualche anno.

Alcuni recenti studi hanno scoperto che i giovani che manifestano sintomi di Internet Gaming Disorder mostrano anche un maggior numero di sintomi di patologie psicologiche comuni.

E ci sono diverse legittime preoccupazioni associate all’IGD. Se i giovani passano troppo tempo a giocare, avranno meno opportunità d’interagire socialmente con i coetanei. Inoltre, alcune ricerche hanno collegato il gioco eccessivo all’aumento della solitudine e dell’inattività fisica. Entrambi sono fattori di rischio per la depressione.

Inoltre, siccome il videogioco fornisce stimoli immediati, l’assenza di tali stimoli nella vita quotidiana potrebbe portare all’irrequietezza o all’iperattività.

Inoltre, siccome il videogioco fornisce stimoli immediati, l’assenza di tali stimoli nella vita quotidiana potrebbe portare all’irrequietezza o all’iperattività.

In ultimo, la violenza. Come nota lo studio, i tre giochi più popolari negli Stati Uniti nel 2019 presentano tutti della violenza. Tali giochi sono stati Call of Duty, Grand Theft Auto e Fortnite. Ma la ricerca concreta sul legame tra la violenza dei giochi e la violenza reale ha mostrato risultati contrastanti. Alcune meta-analisi indicano che i giochi violenti aumentano il comportamento aggressivo, mentre altre non hanno trovato prove di questa associazione.

 

Rapporto tra videogiochi violenti e comportamenti violenti

In considerazione di questi risultati contraddittori, un gruppo di ricercatori norvegesi ha deciso d’indagare ulteriormente. Il loro nuovo studio è stato recentemente pubblicato sul Journal of Child Psychology and Psychiatry. Ha coinvolto 702 bambini norvegesi tra i 10 e i 14 anni.

I partecipanti sono stati sottoposti a diverse valutazioni. Una di queste era la Internet Gaming Disorder Interview (IGDI). Questo strumento cerca sintomi come la fissazione per i giochi e il ritiro sociale. Esamina anche l’uso eccessivo di giochi, l’evasione e l’uso di giochi per alleviare uno stato d’animo negativo.

I soggetti hanno anche completato il Child and Adolescent Psychiatric Assessment (CAPA), che misura disturbi come depressione, ansia e ADHD. Risultati: nessun legame tra Internet Gaming Disorder e problemi di natura mentale.

I ricercatori non hanno trovato associazioni tra i sintomi dell’Internet Gaming Disorder e i disturbi psichiatrici. Infatti, i bambini con sintomi IGD all’età di 10 e 12 anni avevano in realtà meno ansia a due anni di distanza.

Abbiamo esaminato l’ansia, la depressione, l’ADHD e il disturbo oppositivo provocatorio. Ma i bambini che avevano più sintomi tra questi disturbi mentali non erano più inclini alla dipendenza dal gioco“, ha detto l’autore principale Beate Wold Hygen.

Quando le difficoltà psichiatriche e l’IGD si verificano allo stesso tempo, come in effetti capita, queste devono essere spiegate da altri fattori di base comuni“, ha detto il co-autore Lars Wichstrøm.

Come concludono gli autori, “non è emerso alcun supporto per relazioni concomitanti o prospettiche tra IGD e sintomi psichiatrici, tranne in un caso: l’aumento dei sintomi IGD ha predetto la riduzione dei sintomi relativi all’ansia“.

Inoltre, dicono, “un intenso coinvolgimento nel gioco durante l’infanzia, anche nella misura in cui si acquisiscono i sintomi proposti del disturbo da gioco su Internet, non sembra quindi costituire una minaccia per lo sviluppo di problemi di salute mentale più gravi“.

 

Il trascurato aspetto positivo del gaming

A causa delle prove (limitate) che collegano il gioco con i problemi di cui sopra, gli autori aggiungono che “la possibilità che un forte coinvolgimento nel gioco possa effettivamente migliorare la salute mentale, magari riducendo i sintomi psicopatologici, non dovrebbe essere trascurata“.

Per esempio, sottolineano che i giochi spesso coinvolgono i bambini che giocano con altri bambini. E questo può aiutare a soddisfare il bisogno di avere relazioni sociali positive e ridurre la solitudine. Allo stesso modo, sottolineano, le relazioni online spesso si convertono in relazioni offline. Lungo queste linee, uno studio del 2013 (“The Efficacy of Casual Videogame Play in Reducing Clinical Depression: A Randomized Controlled Study”) ha scoperto che il gioco riduce effettivamente i sintomi della depressione.

Sebbene ci siano motivi teorici ed empirici per preoccuparsi degli effetti negativi del gioco patologico sulla salute mentale dei bambini“, scrivono gli autori della ricerca, “esiste anche la possibilità che il gioco possa esercitare effetti positivi sul benessere dei bambini“.

 


Lo studio

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