In clinica si definisce disturbo unipolare depressivo maggiore un disturbo dell’umore caratterizzato dal susseguirsi di episodi depressivi maggiori intervallati da periodi di relativo benessere, con assenza di episodi maniacali. Il disturbo può presentarsi come singolo episodio oppure in forma ricorrente, la cui gravità dipende dalla frequenza degli episodi, dalla durata degli episodi e dalla intensità di ogni singolo episodio. 

A livello epidemiologico si riscontra una prevalenza del 10-25% nella popolazione femminile e del 5-12% in quella maschile; è presente familiarità che aumenta di 2-3 volte il rischio di disturbo depressivo maggiore, ovvero i parenti di pazienti hanno il 24% in più di possibilità di presentare disturbo depressivo maggiore rispetto popolazione normale.

Il rischio di suicidio è molto alto, misurato nel 15% dei pazienti; altra complicanza è data dalla cronicizzazione del disturbo (se il singolo episodio dura oltre 2 anni senza remissione completa).

 

Esordio e decorso del disturbo depressivo maggiore

L’esordio avviene principalmente tra i 20 e i 30 anni, ma può comparire a qualsiasi età. Nelle donne il rischio di esordio è aumentato nel postpartum e nella menopausa.

Relativamente al decorso del disturbo, è noto che dopo il primo episodio si ha 50% di possibilità che si presenti nuovamente (e il 50% che rimanga un episodio isolato).

Dopo il secondo episodio si ha 70% di recidiva, e dopo il terzo episodio si raggiunge il 90%.

 


Crediti immagine: rawpixel.com