Il disturbo psicotico condiviso, conosciuto anche con i sinonimi “folie à deux“, “disturbo delirante indotto” e “sindrome di Lasègue-Falret“, è una rara sindrome psichiatrica nella quale un sintomo di psicosi (spesso una convinzione delirante di tipo paranoide) viene trasmessa da un individuo all’altro.

La sindrome è solitamente diagnosticata quando gli individui affetti vivono in stretto contatto e intimità, sono socialmente isolati e hanno scarse interazioni con altre persone.

Sono state proposte diverse sotto-classificazioni del disturbo psicotico condiviso per descrivere come la credenza delirante sia trasmessa a più di una persona.

  • Folie imposée, nella quale una persona dominante (nota come “induttore”, “primaria” o “principale”) crea un pensiero delirante durante un episodio psicotico e lo impone su un’altra persona o su altre persone (nota/e come “secondaria/e” o “associato/i”), presumendo che il soggetto “secondario” non avrebbe avuto il disturbo psicotico se non avesse interagito con l’induttore. In questo caso, se gli individui sono ricoverati separatamente in ospedale, i deliri della persona indotta di solito scompaiono senza l’utilizzo di farmaci.
  • Folie simultanée, nella quale due persone, che indipendentemente soffrono di psicosi, influenzano il contenuto dei rispettivi deliri, in modo che diventino uguali o molto simili tra loro.
  • Folie communiquée, nella quale la persona dominante è coinvolta nell’induzione di un sistema delirante simile nel soggetto sottomesso, ma quest’ultimo sviluppa il suo proprio sistema delirante, che non recede dopo la separazione delle due parti.
  • Folie induite, nella quale la persona delirante aumenta i propri deliri assumendo quelli di una seconda persona.

I vari tipi di “folie” sono difficili da differenziare in pratica e hanno valore storico più che clinico.

Il disturbo psicotico condiviso continua ad essere una curiosità psichiatrica. Il manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali afferma che una persona non può essere diagnosticata come delirante se la credenza in questione è “comunemente accettata dagli altri membri della loro cultura o sottocultura“. Quando una comunità di persone finisce per credere a qualcosa di falso e potenzialmente pericoloso basandosi esclusivamente sul “sentito dire”, queste credenze non sono considerate deliri clinici dalla professione psichiatrica e sono etichettati invece come “isteria di massa“.

 


Crediti immagine: ledailypsy