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Articoli recenti di psicologia scientifica

neuroimaging

Articoli scientifici, Salute mentale e benessere

Un nuovo metodo per prevedere il rischio di declino cognitivo

La prognosi precoce degli adulti anziani ad alto rischio di decadimento cognitivo lieve amnestico (aMCI), mediante dei neuromarcatori non invasivi e sensibili, è fondamentale per la prevenzione precoce della malattia di Alzheimer. Un recente studio, pubblicato nel Journal of Alzheimer’s Disease dai ricercatori dell’Università del Kentucky, stabilisce quello che si ritiene essere un nuovo modo per predire il rischio di demenza molti anni prima di una diagnosi clinica. Il lavoro dimostra che le misure dirette…

Articoli scientifici, Curiosità

La mediazione dei conflitti in terapia di coppia migliora le relazioni

Contrariamente a ciò che i film vorrebbero farvi credere, le relazioni romantiche comportano invariabilmente conflitti. Può sembrare che discutere con il tuo partner segnali la fine di una relazione, ma i nuovi risultati della ricerca suggeriscono che il conflitto potrebbe in realtà aiutare le coppie a legare meglio. Gli scienziati dell’Università di Ginevra hanno studiato gli effetti della mediazione di terzi sulla risoluzione dei conflitti nelle coppie. Lo studio ha reclutato 36 coppie eterosessuali e…

Articoli scientifici, Salute mentale e benessere

Dipendenza da smartphone collegata ad una alterata attività cerebrale

Uno studio pubblicato di recente fornisce nuove informazioni sui meccanismi cerebrali alla base dell’utilizzo avvincente dello smartphone. La ricerca, che appare sulla rivista Addictive Behaviors, ha trovato prove di un’alterata attività neurale in risposta ai segnali degli smartphone tra gli soggetti che li usano in maniera compulsiva. L’autore corrispondente dello studio, Robert Christian Wolf, si è interessato all’esame dell’uso compulsivo dello smartphone dopo aver assistito a persone che “trascorrevano più tempo con lo smartphone che…

Articoli scientifici, Curiosità

Il cervello fa il minimo sforzo per cercare informazioni chiave nei testi

Il cervello umano evita di fare sforzi inutili. Quando ad esempio una persona sta leggendo, il suo cervello cerca di ottenere quante più informazioni possibili dedicando il meno possibile delle sue capacità cognitive all’elaborazione. Analizzando l’attività cerebrale, i ricercatori hanno scoperto che il cervello regola il suo utilizzo di risorse e cerca di identificare il prima possibile le informazioni più essenziali.     Uno studio recentemente completato indica che il cervello umano evita di compiere…

Articoli scientifici, Curiosità

Mettere in discussione le proprie convinzioni: perché resistiamo alle informazioni che le confutano?

Quando le persone sono molto convinte su un particolare argomento, tendono a prendere in considerazione soprattutto le informazioni che confermano la loro opinione. Inoltre, da quanto emerso da uno studio della UCL, le persone particolarmente radicalizzate non riescono ad elaborare le informazioni che contraddicano le loro convinzioni. Lo studio, pubblicato su Nature Communications, aiuta a spiegare i processi neurali che contribuiscono al pregiudizio radicato nei processi di pensiero della maggior parte delle persone, definito anche…

Articoli scientifici, Curiosità

Da dove si origina la creatività nel cervello?

Secondo una visione piuttosto diffusa, la creatività sarebbe un prodotto dell’emisfero destro del cervello: infatti gli individui creativi e innovativi sono considerati “pensatori del cervello destro” mentre i “pensatori del cervello sinistro” sono considerati razionali, analitici e logici. Diversi neuroscienziati, scettici su questa visione semplicistica, hanno sostenuto che non ci sarebbero prove sufficienti per supportare questa idea. Secondo questi scienziati un’abilità complessa come la creatività umana deve poter attingere a vaste aree di entrambi gli…

Articoli scientifici, Salute mentale e benessere

Nuovi risultati scientifici fanno luce sui disturbi dell’empatia umana

La maggior parte degli esseri umani soffre nel fare del male agli altri. Questa cosiddetta “avversione al danno” è la chiave del normale sviluppo morale ed è noto quanto risulti ridotta negli individui violenti e antisociali. Sfortunatamente, si sa ancora poco su ciò che produce in noi avversione all’infliggere del male al prossimo, e di conseguenza mancano efficaci trattamenti farmacologici per la violenza nei criminali psicopatici, che infatti risultano caratterizzati da una mancanza di avversione…

Articoli scientifici, Curiosità, Salute mentale e benessere

La celiachia può danneggiare il cervello

Le persone che vivono con la celiachia (CD, Celiac Disease) hanno un rischio maggiore di danni neurologici secondo quanto rilevato da un nuovo studio condotto dall’Università di Sheffield. Lo studio ha scoperto che il cervello delle persone celiache ha mostrato evidenza di danni alla materia cerebrale e deficit cognitivi sotto forma di tempi di reazione rallentati. Oltre a questo danno neurologico, questo gruppo di persone aveva anche indicazioni di peggioramento della salute mentale rispetto a soggetti…

Articoli scientifici, Curiosità, Salute mentale e benessere

Generosità ed egoismo: una danza neurale

Perché alcune persone lasciano quasi sempre 10 euro ai banchetti per strada di qualche associazione di volontariato, mentre altre passano abitualmente oltre senza curarsene? Una risposta può essere trovata in quella che viene definita come intricata danza neuronale, ritmata tra due regioni cerebrali specifiche, come ci spiega un nuovo studio condotto dalla Yale University e pubblicato sulla rivista Nature Neuroscience. Le radici biologiche della generosità e dell’egoismo hanno da sempre affascinato i neuroscienziati. Come animali…

Articoli scientifici, Curiosità, Salute mentale e benessere

Trauma: concentrarsi sul contesto riduce la memoria degli eventi negativi

In un nuovo studio, i ricercatori riferiscono di essere in grado di manipolare il modo in cui il cervello codifica e conserva i ricordi emotivi. Gli scienziati hanno scoperto che concentrarsi sui dettagli neutrali di una scena inquietante può indebolire i ricordi successivi di una persona – e le impressioni negative – di quella scena. I risultati, riportati sulla rivista scientifica Neuropsychologia, potrebbero portare allo sviluppo di metodi per aumentare la resilienza psicologica nelle persone…